Prestiti Inpdap

Introduzione generale ai prestiti inpdap

Avete mai sentito parlare dei prestiti Inpdap? Innanzitutto ci teniamo a precisare che l’Inpdap è l’istituto nazionale di previdenza per dipendenti dell’amministrazione pubblica. Un popolare servizio di previdenza sociale che offre la possibilità di richiedere varie tipologie particolari di prestiti, prestiti agevolati ai lavoratori e ai pensionati.

E’ utile ricordare a tutte le persone interessate a richiedere un prestito o un mutuo Inpdap che questa tipologia di finanziamenti può essere gestita direttamente dall’ente visto che Inpdap prendere le risorse dal proprio fondo chiamato Gestione Unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali.

Inoltre i prestiti inpdap possono essere gestiti direttamente da banche o finanziarie con le quali l’Inpdap ha stipulato delle speciali convenzioni. Vi state chiedendo come viene alimentato il fondo dell’ente previdenziale? Semplicemente da una contribuzione obbligatoria degli iscritti all’ente e da un’altra volontaria ed entrambe avvengono mediante trattenuto sullo stipendio o sulle pensione.

Prestiti-InpdapIn tutti i casi di contribuzione volontaria, questa può essere rilasciata anche da parte dei lavoratori e dei pensionati che sono iscritti ad altri enti o istituti previdenziali. Esistono diverse tipologie di prestiti Inpdap, per esempio si parte dai piccoli prestiti inpdap, una soluzione ideale per tutti i dipendenti pubblici o per i pensionati che hanno bisogno di una piccola somma di denaro per spese impreviste.

Desideriamo ricordare a tutti che il prestito Inpdap è un prestito personale e fa parte dei crediti di consumo e di conseguenza non deve essere collegato all’acquisto al pagamento un bene o di un servizio. Per ottenere il consenso al prestito è necessario essere lavoratori dipendenti o pensionati, essere iscritti al fondo dell’Inpdap per la Gestione Unitaria Autonoma delle prestazioni Creditizie e sociali e percepire uno stipendio mensile fisso erogato da Inpdap.

La durata del finanziamento può variare da 12 a 48 mesi, tale durata corrisponde al piano di ammortamento, che costituisce la restituzione del montante mediante una serie di rate comprensive di interessi. Per richiedere il prestito basta compilare l’apposito modulo di richiesta scaricabile direttamente dal sito dell’Ente. Le somme pari a 4.600 euro possono essere ritirata presso le case Inpdap in contatati oppure per somme più elevate si utilizza l’assegno circolare bancario non trasferibile oppure accredito su conto corrente bancario o postale.

Esistono anche piccoli prestiti Inpdap annuali, in questo caso gli importi e i tassi d’interesse saranno calcolati in base alle percentuali sulla retribuzione netta dello stipendio. Di conseguenza sarà possibile richiedere un prestito con importo equivalente a una o due mensilità di stipendio netto.

Ecco i tassi d’interesse offerti sui prestiti annuali:     TAN (tasso annuo effettivo): 4,50%;
- TAEG (tasso annuo effettivo globale): 5,48%;
- spese di amministrazione: 0,50%;
- premio fondo rischi: 0,30%
Inoltre desideriamo ricordare che è possibile rinnovare questa tipologia di prestito, dopo sei mesi. E che dire dei prestiti Inpdap Biennali? In questo caso l’importo richiedibile può corrispondere da due a quattro mensilità dello stipendio o della pensione.
Ricordatevi che in questo caso la restituzione dell’importo dei prestiti inpdap e degli interessi, prevede una distribuzione in 24 rate. Per quanto riguarda i tassi d’interesse:
- TAN (tasso annuo effettivo): 4,50%;
- TAEG (tasso annuo effettivo globale): 5,01%;
- spese di amministrazione: 0,50%;
- premio fondo rischi: 0,60% (pari allo 0,30% annuo)
Per il rinnovo di questo finanziamento deve trascorrere almeno un anno dall’ultima richiesta. Desideriamo ricordarvi che la persona che richiede il piccolo prestito biennale con in corso un altro prestito pluriennale, avrà un limite e la richiesta non potrà essere superiore a due mensilità.
Prestiti Inpdap Triennali, possono essere estinti in tre anni e permettono di ottenere un importo che va dalle tre alle sei mensilità dello stipendio. Il. Piano di ammortamento sarà suddiviso in 36 rate mensili.

I prestiti Inpdap sono prestiti e mutui ipotecari che Banche e Società finanziarie, le quali hanno stipulato una convenzione con l’Inpdap stesso, concedono agli iscritti all’ente, ai pensionati del pubblico impiego e ai loro familiari, il tutto a tassi e condizioni agevolati.

La domanda per poter usufruire dei prestiti inpdap va rivolta direttamente alla banca o all’intermediario finanziario, i quali poi tramite apposita modulistica avvieranno la pratica.

Da precisare che ora l’Inpdap è Inps – Gestione ex Inpdap – e tutti i pensionati che appartengono alla categoria Gestione ex Inpdap possono avviare la domanda di prestito tramite la cessione fino ad un quinto della propria pensione. La domanda deve sempre essere rivolta direttamente alla Banca o all’ ente finanziario di riferimento, i quali hanno la facoltà di accedere via web al sistema di pagamento della pensione del cliente stesso e quindi possono calcolare la quota di cessione della pensione che sia destinata all’ammortamento del finanziamento richiesto e concesso.
Introduzione generale ai prestiti inpdap

I prestiti inpdap che possono essere erogati dall’ Inpdap sono: piccolo prestito, prestito pluriennale diretto, prestito pluriennale garantito.

Con il piccolo prestito si intende una somma di denaro urgente di cui necessita un iscritto alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, lo possono richiedere sia dipendenti che pensionati pubblici.

richiesta prestiti inpdapIl prestito deve essere rimborsato con rate che includono interessi e quota capitale, la scadenza rateale può essere di 12, 24, 36, 48 mesi.

Il prestito pluriennale, che può avere una durata quinquennale o decennale, può essere richiesto da coloro che hanno necessità familiari e personali che rientrano all’interno della casistica stabilita dal regolamento.

La scadenza rateale dunque diventa di 60 mesi o 120 mesi.

Prestiti inpdap pluriennali

Il prestito pluriennale garantito invece salvaguarda dai seguenti rischi: il decesso dell’iscritto prima che sia estinta la cessione, la cessazione del servizio senza il diritto alla pensione, la riduzione dello stipendio del cedente.

I dipendenti pubblici e i pensionati che siano iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali hanno diritto ai prestiti inpdap pluriennali diretti. Si tratta di una somma di denaro che può essere elargita se i casi documentati di necessità personali e/o familiari rientrano all’interno della casistica stabilita dal Regolamento.

Il prestito può avere durata di cinque anni oppure dieci, con scadenza della rata mensile. Il calcolo della quota non può essere superiore di un quinto della pensione o dello stipendio. Sulla quota vanno applicati anche un tasso di interesse pari al 3,50%, un’aliquota per spese di amministrazione pari allo 0,50% e un premio fondo rischi.

Si inizia a pagare la propria quota a partire dal secondo mese successivo a quello della concessione.

Le domande devono essere redatte secondo i moduli presenti nel sito dell’Istituto nella sezione modulistica e presentate presso gli uffici Provinciali o territoriali dell’ Inps ex Inpdap, oltre agli allegati si richiede un documento di sana e robusta costituzione e un’attestazione di effettivo stato di bisogno ed eventuale spesa.

Il richiedente può effettuare un’estinzione anticipata del prestito, a quel punto verrà corrisposta la quota fondo rischi calcolata in base all’anticipazione dell’estinzione del debito richiesto.

Prestiti Inpdap

CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DEI PROTESTATI
Nel momento in cui un soggetto che ha ottenuto un prestito non è in grado di restituire la rata per assolvere il suo debito con l’ente erogatore, il soggetto viene iscritto nel Registro dei Protestati, alla Centrale Rischi.

Tale iscrizione però può venire cancellata, l’iter burocratico per ottenere la eliminazione del proprio nominativo dalla Centrale Rischi viene esposto nelle informazioni che seguono. Questo vale anche per la mancata restituzione dei prestiti inpdap.

Innanzitutto si diventa un protestato nel momento in cui il titolo di credito che non viene pagato viene consegnato dalla banca ad un notaio che si occupa di redigere un protesto. L’inadempimento al pagamento della rata comporta l’iscrizione del nome del soggetto sul Registro Informatico dei Protestati , il quale è affidato alle Camere di Commercio del territorio di competenza. Con tale affidamento capillare, il Ministero dell’Industria mira a fornire una tempestiva informazione sui protestati in tutto il territorio nazionale.

Le informazioni e l’iscrizione nel registro del nome del protestato rimane presente per una durata di 5 anni, a meno che il soggetto non risani la propria situazione finanziaria.

Nel caso in cui il protestato non voglia pagare per assolvere alla sua inadempienza la banca provvede con il pignoramento dei beni.

Ora per ottenere di diritto la cancellazione del proprio nome dal registro dei protestati, il soggetto può sia estinguere il debito con le annesse spese per il processo di protesto, gli interessi maturati, entro dodici mesi dal prestito; sia a seguito della dimostrazione di essere stato processato erroneamente.

All’istanza che attesti la cancellazione del nome del protestato dal Registro, vanno allegati i titoli quietanziati, l’atto di protesto, il provvedimento di riabilitazione. Una volta ottenuto il decreto di riabilitazione da parte del Presidente del Tribunale il soggetto richiede al Presidente della Camera di Commercio la cancellazione del proprio nome dal Registro Informatico dei Protestati.

Per coloro che invece provvedono al pagamento del proprio debito ma oltre i dodici mesi, non è prevista la cancellazione immediata del nome ma se ne prende nota accanto.

In automatico comunque, trascorsi 5 anni, il protestato viene cancellato dal Registro.

POLIZZE SUI PRESTITI

Quali sono le polizze assicurative da poter associare a i prestiti? Cerchiamo di individuane le caratteristiche qui di seguito. Quando si parla di polizze assicurative pe i prestiti, ci si riferisce a due tipi di assicurazioni: una è la polizza a copertura del credito, l’altra è la polizza accessoria.

Nel caso in cui il titolare del prestito si trovasse nelle condizioni di non poter più garantire la rata di restituzione del prestito, egli può ricorrere alla tutela prevista dalla polizza a copertura del credito. Tale tipo di tutela inoltre garantisce anche la banca o l’istituto finanziario che hanno erogato il prestito che la somma erogato venga restituita, anche in caso di difficoltà da parte del soggetto che ne ha fatto richiesta.

All’atto pratico, è l’assicurazione che provvede a rimborsare la banca nel caso in cui il soggetto non possa più far fronte al suo impegno. Ciò può verificarsi per diversi motivi, dovuti ad un improvviso cambiamento del proprio assetto economico, per il fallimento dell’azienda, per la perdita del lavoro, per infortunio, per malattia, per decesso o altri casi che dovessero porre il soggetto nell’impossibilità di restituire il proprio debito.

Le assicurazioni accessorie sono associate a quella di copertura del credito e permettono ad esempio al cliente di saltare una o più rate, senza essere citato come inadempiente.

La stipula di una assicurazione non è obbligatoria ma può essere richiesta da parte dell’ ente erogatore del prestito in alcuni casi specifici. Ad esempio qualora si verifichi la presenza di un prestito con un importo molto elevato oppure nel caso il cliente sia considerato a rischio. Questa situazione si ha quando il soggetto non ha una entrata fissa e certa mensile. Oppure l’istituto di credito può richiedere la stipula di una assicurazione quando il cliente è già registrato come cattivo pagatore, per la mancanza di restituzione di rate inerenti a prestiti passati o situazioni analoghi in cui il soggetto non ha adempiuto come da accordi.

Invece l’assicurazione sul credito diventa obbligatoria nel caso vi sia la cessione del quinto.In tali situazioni praticamente la rata per la restituzione del prestito viene decurtata direttamente dallo stipendio o dalla pensione, tramite la trattenuta da parte dell’ente erogatore della somma massima al 20% sul totale dello stipendio o della pensione del soggetto cliente. Per queste occasioni, la stipula della assicurazione permette la tutela nei casi di decesso o di perdita dell’impiego cui ci si appoggia per garantirsi lo stipendio.

Naturalmente con la stipula di una polizza assicurativa i clienti si tutelano nel caso non riuscissero a far fronte a tutte le rate ed evitano così di essere riconosciuti come cattivi pagatori, rimane il fatto da considerare però che si tratta di un onere aggiuntivo a quello relativo al prestito , quindi il cliente deve ben calcolare l’importo che va a dover spendere nel momento in cui stipula un prestito con annessa assicurazione. Per gli istituti creditizi invece è un vantaggio in quanto si tutelano contro qualsiasi eventualità ed inoltre le banche tendono a far stipulare la polizza spesso perché sono esse stesse legate ad istituti assicurativi.

Quindi in genere è opportuno ricorrere ad una assicurazione sul credito qualora si tratti di cifre molto elevate, altrimenti l’incidenza della rata dell’assicurazione va soltanto a gravare ulteriormente su quella più importante del prestito richiesto.
Altre informazioni sui prestiti inpdap le trovatre qui link

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