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Estinzioni prestiti inpdap

Sempre più persone oggi hanno bisogno dei prestiti per le loro esigenze personali. L’INPDAP era l’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, che si occupava anche di concedere delle somme a prestito ai dipendenti pubblici e che nel 2012 è stato soppresso ed è rientrato nell’INPS.

La soppressione è stata voluta dal Governo Monti per razionalizzare il sistema italiano di previdenza e quindi oggi anche di questa categoria di prestiti si occupa l’INPS nella sezione Gestione Dipendenti Pubblici ex INPDAP, che ha sempre avuto dei tassi di interesse agevolati e molto interessanti per i pubblici dipendenti.

Se avete intenzione di estinguere un prestito INPDAP, dovete conoscere bene le modalità del procedimento, quanto costa il rimborso anticipato.

Cerchiamo quindi di fare chiarezza sull’argomento di estinzioni prestiti INPDAP.

L’estinzione anticipata di un prestito permette di estinguere un prestito prima della scadenza naturale prefissata.

L’estinzione anticipata del prestito INPDAP prevede il versamento di tutto il debito residuo in una soluzione unica. In primis l’istituto di credito farà pagare al debitore tutte le spettanze degli interessi, e solamente dopo di essi chiederà il pagamento del capitale che manca per tutte le rate fino alla scadenza del contratto.

La cosa migliore da fare è estinguere il debito per intero, dato che non si può restituire solo una parte della somma dovuta.

Inoltre, se il contratto lo prevede, bisogna anche pagare una penale di estinzione, che comunque secondo la legge non può essere maggiore dell’1% (ed inferiore dello 0,50%) del capitale residuo da saldare.

L’INPS si occuperà anche di rimborsare a chi ha chiesto il prestito la quota del fondo rischi.

La procedura di estinzione prestito INPDAP deve essere fatta interamente online. Ci si deve collegare al sito dell’INPS, nella sezione Gestione dipendenti Pubblici: qui si trovano tutti i moduli necessari ai fini dell’estinzione del prestito INPDAP.

La prima cosa da fare è collegarsi all’area riservata del sito, per cui è necessario avere con sé il PIN rilasciato dall’INPS.

Nella sezione Servizi Online si clicchi su Accedi ai Servizi. Scegliete, a questo punto, la sezione Servizi Gestione Dipendenti Pubblici ex InpDap e quindi scegliete Servizi per iscritti e pensionati. Accedete alla zona riservata del sito, e cliccate nel meno Servizi GDP.

A questo punto optate per Area Tematica e quindi il tasto Credito.

Scegliete l’opzione Domanda anticipata estinzione del prestito.

La prima cosa che dovete fare è chiedere il conteggio estintivo, vale a dire il totale che dovete pagare per le rate che mancano alla fine naturale del contratto.

La richiesta del conteggio estintivo richiede un’attesa di massimo una settimana per ottenere il file pdf che contiene il riepilogo da pagare.

Potete tenere sotto controllo l’estinzione anticipata del debito sotto la voce Consulta pratiche anticipata estinzione.

Entro due mesi dalla comunicazione dell’estinzione del prestito InpDap, l’INPS smetterà di prelevare il quinto dello stipendio, o della pensione.

Una volta estinto il prestito con INPDAP sarà possibile aprirne un altro, ma a partire da un anno dalla data di estinzione di quello precedente.

Prestiti INPDAP: facili, veloci per dipendenti pubblici

In tempo di crisi capita sovente di aver bisogno di liquidità per delle spese imminenti, di piccole e medie cifre di cui poter disporre subito e poter poi restituire in piccole e comode rate mensili.

Tra i vari strumenti finanziari a cui si può ricorrere in caso di bisogno, il prestito in Convenzione (ex) INPDAP è molto conosciuto tra i dipendenti Ministeriali e della Pubblica amministrazione perché è un finanziamento concesso solo a loro e a tassi di interesse particolarmente vantaggiosi.

Questa forma di finanziamento dell’INPS Gestione ex INPDAP è un prestito di liquidità che viene erogato a coloro che hanno bisogno di far fronte ad una spesa, e la caratteristica principale è senza dubbio la riservatezza: per ottenere il finanziamento non è richiesta nessuna motivazione ed è a firma singola.

Esistono principalmente due tipologie di prestiti INPDAP: quelli erogati direttamente dall’ente previdenziale, e quelli erogati da banche e società finanziare che hanno stretto una convenzione con l’INPS ex INPDAP. L’entità di tale prestito varia in base alle disponibilità di bilancio previste ogni anno.

Grazie proprio ad accordi specifici che Istituti Bancari e Intermediari Finanziari stringono con diverse Amministrazioni pubbliche, Enti ministeriali ed Aziende municipalizzate, è possibile richiedere il finanziamento in Convenzione senza troppi documenti così da accelerare di molto i tempi di concessione del prestito.

Senza considerare che è possibile chiedere un preventivo senza impegno: con tutta tranquillità si può entrare in contatto con l’Istituto Bancario o l’Intermediario Finanziario più vicino al proprio domicilio, farsi dare tutte le spiegazioni senza avere poi l’obbligo di formalizzare nessun impegno.

Un ulteriore vantaggio riguarda la certezza che lo stesso, in caso di premorienza del debitore, non ricadrà su famigliari ed eredi, così da tutelarne gli standards di vita anche dopo il decesso.

La richiesta può essere inoltrata da parte di dipendenti e pensionati pubblici, iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie sociali con almeno quattro anni di anzianità di servizio utile alla pensione e con quattro anni di versamento contributivo alla predetta Gestione unitaria. L’iscritto in servizio deve disporre di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Le modalità del rimborso sono piuttosto comode in quanto è possibile accedere ad un periodo di ammortamento composto da 12 mensilità oppure da 24, 36 o 48 mensilità. Naturalmente ogni singola rata prevede una quota del capitale ottenuto in prestito con l’aggiunta della quota relativa agli interessi.

I prestiti INPDAP vengono rimborsati tramite la cessione del quinto dello stipendio o della pensione: questo significa che la rata mensile non può essere superiore al valore di un quinto dello stipendio o della pensione netta mensile. Quindi per sapere quanti soldi è possibile ottenere tramite il finanziamento, la prima cosa da fare è calcolare il quinto cedibile, cioè la quota di stipendio mensile che può essere usata per il pagamento della rata. Con il calcolo della quota cedibile si ottiene l’indicazione del valore massimo della rata mensile.

Quando si parla di questa tipologia di prestiti, si parla anche di tasso agevolato, ma quali sono i tassi di interesse applicati?

I tassi di interesse applicabili ai prestiti inpdap sono stati aggiornati dal Ministero delle Economie e delle Finanze del 21 dicembre 2015.

Fino a quota 5 mila euro, il tasso di soglia si attesta al:

  • 9,09% per i pensionati con età sino a 59 anni
  • 10,69% per i pensionati con un età tra i 60 e i 69 anni
  • 13,29% per i pensionati con un età  tra i 70 e i 79 anni

I tassi medi dei prestiti fino a 5 mila euro sono al 12,20%, il tasso di usura si attesta invece al 19,25%.

Nel caso dei prestiti Inpdap di oltre 5 mila euro, i tasso sono così corrisposti:

  • 8,71% per i pensionati con età sino a 59 anni
  • 10,31% per i pensionati con un età tra i 60 e i 69 anni
  • 12,91% per i pensionati con un età tra i 70 e i 79 anni

I tassi medi per i prestiti di oltre 5 mila euro sono del 10,99% mentre in questo caso il tasso soglia di usura arriva al 17,73%.

Il prestito Inps/Inpdap è soltanto uno dei tanti disponibili nell’intero panorama del mercato creditizio, fatto di vitalizi, deroghe ed ipoteche, ma certamente è uno dei più vantaggiosi per chi ha i requisiti per accedervi, uno dei più semplici e veloci da ottenere, con la certezza che non saranno fatte domande inerenti la motivazione che spinge a richiedere il prestito.

Prestiti Inpdap per organizzare il matrimonio del proprio figlio

Tra la molteplicità di strumenti finanziari a cui si può ricorrere in caso si necessiti di liquidità, il prestito (ex) INPDAP è molto conosciuto tra i dipendenti Ministeriali e della Pubblica amministrazione perché è un finanziamento concesso solo a loro e a tassi di interesse particolarmente vantaggiosi.

Caratteristica di questa tipologia di prestiti è la riservatezza sulla motivazione che spinge a chiedere il denaro, la velocità nella concessione, la semplicità nelle procedure e la flessibilità nella restituzione, con il rimborso tramite la cessione del quinto della pensione o dello stipendio.

In realtà, a partire dal 1/1/2012 l’INPDAP ha cessato di esistere per effetto del DL 201/2011 poi convertito nella Legge 214/2011, ma  tutte le sue funzioni sono state passate all’INPS: ora quindi i prestiti vengono erogati dall’INPS Gestione Dipendenti Pubblici ex-INPDAP.

L’Inpdap consente numerose possibilità di finanziamento ai propri dipendenti e a tutti coloro che nel corso del proprio servizio lavorativo si sono iscritti alla gestione delle prestazioni creditizie e sociali e hanno versato i contributi previdenziali all’ente. L’Inpdap riserva una quota del suo capitale proprio per concedere dei prestiti personali ai suoi stessi dipendenti, diventando lui stesso garante del finanziamento.

Tra queste forme di finanziamento vi è anche un prestito “specifico” per chi ne fa richiesta:  l’ente offre infatti agli iscritti  la possibilità di ottenere dei prestiti per sostenere le spese del matrimonio del proprio figlio.

Il prestito Inpdap per il matrimonio di un figlio è il finanziamento offerto dall’ente previdenziale nazionale per sostenere l’acquisto di beni e servizi per la celebrazione del rito del matrimonio, comprendendo tra le spese finanziabili l’abbigliamento, l’acconciatura, l’addobbo della chiesa, l’acquisto di bomboniere e spese accessorie, la cerimonia religiosa e il ricevimento.

prestiti-inpdap-matrimonio-figlio

Per poterlo richiedere bisogna naturalmente essere in primis un dipendente pubblico, ma anche  avere un’anzianità di almeno 4 anni e avere effettuato iscrizione e relativi versamenti nella Gestione Unitaria per un tempo sempre non inferiore a 4 anni.

Il capitale richiesto viene erogato direttamente sul conto corrente postale o bancario del soggetto richiedente e disposto senza vincolo e senza produrre una documentazione per giustificare le spese da sostenere.

È comunque richiesto il preventivo delle nozze per decidere la quota massima erogabile, ma non è prevista la certificazione oppure giustificazione dell’impiego del prestito.

L’importo massimo che è possibile richiedere a prestito per pagare agli sposi le spese del matrimonio è di ventitremila euro, da rimborsare in 5 anni con 60 rate mensili. Bisogna inoltre tenere presente che se sia il genitore (padre o madre) che il figlio, entrambi iscritti alle Gestione unitaria per le prestazioni creditizie e sociali ex-INPDAP fanno richiesta per ottenere il prestito per lo stesso evento, comunque l’importo massimo erogabile non può eccedere i 23.000 euro.

La restituzione del credito avviene tramite cessione del quinto e quindi la rate mensile non può superare la quinta parte del reddito (pensione o stipendio) del richiedente al netto delle tasse. Il tasso nominale annuo è fissato al 3,5%, con l’aggiunta di uno 0,50% per la copertura delle spese di amministrazione e del fondo, oltre che la percentuale di copertura del rischio che dipende dalla durata, importo ed età del richiedente stesso, in funzione della tabella Inpdap.

La richiesta può essere effettuata a una delle tante società finanziarie convenzionate con l’ente, che provvederà a fornire al richiedente anche tutte le informazioni relative alle tempistiche esatte di erogazione. Alla domanda di finanziamento deve essere allegata un’autocertificazione attestante che il matrimonio è avvenuto entro un anno dalla data di richiesta del prestito. Nel caso in cui il figlio non risulti nello stato di famiglia del richiedente, si dovrà allegare alla domanda anche un’autocertificazione che attesti il rapporto di parentela. I pensionati possono effettuare l’inoltro per via telematica, accedendo all‘Area riservata del sito Inps con il proprio codice Pin dispositivo.

Sul sito dell’INPS naturalmente si può trovare il prontuario per il calcolo della rata del prestito e dei suoi interessi, in base alla linea di credito prescelta.

Prestiti Inpdap: ottima opportunità per lavoratori dipendenti e pensionati

Vista la lunga congiuntura economica negativa che attanaglia il nostro paese ormai da oltre sette anni, sempre più famiglie, anche solamente per la gestione delle spese mensili, non riescono a far quadrare i conti e sono quindi costrette a ricorrere a prestiti e finanziamenti.

Se gli istituiti bancari sono i primi a cui, chi ha bisogno di denaro, pensa di rivolgersi, è altrettanto vero che le credenziali per accedervi sono molto rigide e anche l’iter è lungo e travagliato, senza alcuna certezza di riuscire a poter concludere l’agognato prestito.

Tra i diversi enti che erogano prestiti c’è anche l’Inps (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), la quale finanzia pensionati e dipendenti pubblici in difficoltà. L’Inps nello specifico si occupa di erogare prestiti Inpdap, che sono rivolti ai lavoratori dipendenti (pubblici, statali, ministeriali ed appartenenti alle forze armate) ed ai pensionati iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, che ne manifestino bisogno per l’acquisto di beni o servizi di primaria importanza.

Prestiti-Inpdap-lavoratori-dipendenti-e-pensionati

L’INPS si occupa della gestione e della concessione di:

  • prestiti INPS ai dipendenti delle Poste;
  • prestiti INPS ai dipendenti statali;
  • prestiti INPS ai dipendenti pubblici.

L’erogazione del prestito personale o del mutuo, avviene, viste le premesse, quindi previa domanda e autorizzazione INPS mentre il pagamento avviene tramite il Fondo credito dello stesso Istituto o per mezzo di banche e società finanziarie convenzionate INPS.

Il prestito Inps possiede caratteristiche simili a quello più tradizionale (erogato da Istituti di Credito altamente regolamentati) e va dunque rimborsato attraverso il pagamento di 12, 24, 36 o 48 rate, formate da una quota di interessi ed una quota di capitale. I pensionati pubblici, inoltre, hanno la possibilità di richiedere prestiti bancari tramite la cessione del quinto della pensione.

Per tutti coloro che vogliano usufruire del prestito Inps/Inpdap 2016 vi sono interessanti agevolazioni. Ovviamente, poiché erogati da enti sociali e previdenziali, i prestiti possederanno tassi e condizioni particolarmente favorevoli per i cittadini meno abbienti (TAN e TAEG tra i più competitivi). Non vi sono vincoli di sorta, se non un tetto massimo di 80.000 euro.

Tra i finanziamenti diretti il più semplice da richiedere è il Piccolo prestito Gestione pubblica (ex Inpdap Inps). Non è necessario rilevare alcuna indicazione circa la finalità di utilizzo e neppure riportare giustificativo di spesa. Insomma, il beneficiario può spendere liberamente il denaro accordato.

Se le richieste di credito avanzate dal dipendente o dal pensionato sono più importanti in termini economici, invece, il finanziamento Inps di riferimento è il Prestito Pluriennale Diretto Gestione Pubblica. Si tratta di prestiti finalizzati all’acquisto di un determinato bene o servizio perciò, a differenza di quanto accade per i piccoli prestiti, sono concessi solo a fronte di una documentazione di spesa.

Naturalmente, se si è interessati all’attivazione di prestiti ex Inpdap Inps, la cosa più saggia da fare per prima cosa è calcolare l’importo della rata, calcolo da fare naturalmente in relazione alle caratteristiche del finanziamento.

Ogni anno, quindi anche per questo 2016, l’Inps mette a disposizione delle tabelle, che altro non sono che tavole finanziarie che permettono di calcolare l’importo lordo e netto ottenibile a prestito a seconda della tipologia di finanziamento, dell’età del richiedente e del valore del suo stipendio netto o della sua pensione netta.

In ogni tabella sono contenuti come dati:

  • interessi di differimento: ci si riferisce agli interessi di preammortamento sulla somma ottenuta a prestito che sono dovuti sul periodo che intercorre tra la data di erogazione del finanziamento e l’inizio dell’ammortamento (cioè il rimborso delle rate)
  • aliquote del fondo rischi, utili per calcolare a quanto ammonta il premio da pagare per il fondo garanzia, che varia in base alla durata del prestito (annuale, biennale, triennale, quadriennale, quinquennale o decennale) e all’età del richiedente al momento della richiesta e della scadenza del finanziamento
  • spese amministrative sono sempre pari allo 0,5% dell’importo lordo del prestito.

Nella tabella 2016, le tavole 1 e 2 si riferiscono ai prestiti pluriennali diretti erogati dall’INPS ex INPDAP, che possono avere durata quinquennale o decennale. Questi finanziamenti hanno un tasso di interesse (TAN) del 3,50% fisso. La tavola 3 contiene invece i coefficienti da utilizzare per il calcolo degli interessi di differimento nei prestiti pluriennali decennali e quinquennali. Le tavole 4, 5, 6 e 7 si riferiscono ai piccoli prestiti, rispettivamente di durata quadriennale, triennale, biennale ed annuale. Il piccolo prestito ha un tasso annuale (TAN) pari al 4,25% fisso. Nella tavola 8 sono infine indicati i coefficienti per calcolare gli interessi di differimento per il prestito annuale, biennale, triennale e quadriennale. Per il calcolo degli interessi di differimento occorre effettuare una moltiplicazione tra la rata cedibile e il coefficiente indicato nella riga corrispondente al numero effettivo di giorni di differimento.

Naturalmente per poter avere maggiori informazioni sulle opportunità di accesso al credito Inps ex Inpdap, si può utilizzare il Contact Center Inps (numero verde 803164) o ci si può recare alla sede più vicina alla propria residenza.

Prestiti Inpdap richiesta diretta e fondo di credito

Informazioni riguardanti le novità riguardo la richiesta di un prestito inpdap o finanziamento attraverso l’accesso al fondo di credito.

Le ultime novità da parte dell’Istituto di previdenza Sociale, ci informano che i prestiti per i lavoratori e per i pensionati, sono disponibili grazie al fondo di credito.

Il fondo di credito Inps, gestione dipendenti pubblici, mette al corrente tutti coloro che sono interessati ad un prestito inpdap, che i prestiti sono erogati con tassi agevolati e che possono essere erogati direttamente dal fondo di credito, oppure i finanziamenti erogati anche dagli Istituti finanziari (banche), convenzionate.

Per quanto riguarda il fondo di credito è quel fondo ottenuto attraverso i contributi dei dipendenti pubblici, iscritti alla Gestione dipendenti pubblici, nonché ai pensionati pubblici e lavoratori che in generale sono iscritti, attraverso altri enti, al fondo di credito.

Prestiti Inpdap richiesta diretta e fondo di credito

Le ultime regolamentazioni apportate nel 2011, hanno sancito la possibilità della richiesta di un piccolo prestito ma anche l’opzione per un finanziamento per l’acquisto di un immobile destinato alla propria famiglia, ad esempio per i propri figli.

Nel caso della richiesta di un mutuo ipotecario, quindi per l’acquisto di un immobile destinato alla propria famiglia, le pratiche per la richiesta sono state notevolmente snellite e semplificate, come lo stesso portale dell’Inps informa gli utenti.

Sul portale dell’Inps è inoltre accessibile la regolamentazione sia per la richiesta di prestiti che di mutui.

Banche convenzionate prestiti Inpdap

Ecco alcune delle Banche che concedono i prestiti Inpdap: BNL, Findomestic, Intesa Sanpaolo, Unicredit. Queste sono solo alcune delle banche che concedono prestiti Inpdap.

La Banca BNL (Gruppo BNP Paribas) è una di queste. L’Istituto di credito concede un’ampia gamma di prestiti personali che possono essere utilizzate per finalizzare un piccolo progetto oppure la ristrutturazione della propria abitazione. I prestiti possono essere destinati all’acquisto di beni o servizi con la cifra che sarà concessa in tempi molti brevi.

 

Findomestic è una finanziaria che concede prestiti Inpdap garantiti e sicuri.

Tra i prestiti più diffusi ci sono i prestiti pensionati con formula Cessione del quinto. La finanziaria concede il prestito personale anche se il cliente ha un altro finanziamento in essere. L’ente di previdenza erogherà la rata del prestito trattenendola dalla pensione. Anche questa tipologia di prestito non contempla commissioni bancarie, commissioni di istruttoria pratica, commissione imposta sostitutiva ed imposta di bollo per eventuali comunicazioni.

 

Prestiti Inpdap Intesa Sanpaolo

Anche in questo caso il prestito personale Inpdap che Intesa Sanpaolo concede è la cessione del quinto. Il prestito si chiama, Prestito pensionati adatto a tante tipologie di spese. Non c’è necessità di dichiarare la destinazione d’uso della cifra che si richiede.

Il prestito pensionati si può richiedere se si ha necessità urgente di una somma che possa soddisfare le proprie esigenze. La soluzione di credito che viene erogata da parte di Intesa Sanpaolo permetterà di godere del Prestito Pensionati Inps.

Le condizioni del prestito sono chiare e trasparenti. La rata minima è di cento euro.

Il piano di rientro varia da 24 a 120 mesi, l’importo può raggiungere cifre pari a 52.000 euro al lordo degli interessi. La durata varia dai due ai dieci anni e dipende dall’età del richiedente. Il richiedente all’atto della richiesta non può avere più di 78 anni e alla scadenza dovrà avere non più di ottanta anni.

In questa tipologia di prestiti personali, il tasso di interesse è un tasso fisso.

 

Prestiti Inpdap Unicredit

I pensionati INPS possono richiedere un prestito presso le filiali della banca Unicredit. I prestiti dovranno essere prestiti non finalizzati. La linea di credito si chiama Superquinto INPS, che permette di ricevere fino a 75.000 euro di finanziamento per i pensionati.

Il prestito personali prevede un piano di ammortamento pari al massimo a 120 rate mensili.

Prestiti Casa Inpdap Decreto Sblocca Italia, accorpamento o frazionamento

Il Governo è intervenuto col Decreto Sblocca Italia per modificare gli edifici in maniera semplificata e riducendo i costi che prevedeva il Testo  unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia.

Cosa si può fare dentro la nostra casa:

si può ristrutturare l’appartamento, sostituendo alcune sue parti, cioè eliminando delle pareti o porte, migliorando i servizi igienici-sanitari ed anche tecnologici.

Sarà sufficiente inviare al Comune una Comunicazione di inizio lavori (Cil), con una relazione di un architetto o un geometra che dichiara che i lavori che si eseguiranno non danneggiano le parti comuni degli edifici e che ovviamente verranno eseguiti nel rispetto dei regolamenti edilizi municipali, delle norme antisismiche e  del rendimento energetico degli stabili.

Si può dividere l’appartamento che è di quadratura elevata in due unità abitative, oppure al contrario unire due alloggi che si trovano sullo stesso piano.

È consentito di rinnovare e sostituire parti strutturali degli edifici, cioè le scale, pilastri,  travi, muri ma se sono previste questi tipi di interventi le procedure saranno differenti.

Cosa non si puoi fare: non puoi modificare la volumetria complessiva degli edifici e non puoi modificare la destinazioni d’uso.

Se una costruzione è un ufficio non può diventare una abitazione.

Quali sono i tempi e le modalità:

Non è necessario recarsi presso il Comune di residenza per comunicare l’inizio dei lavori, basta inviare una comunicazione di inizio lavori, Cil, per via telematica. Ricordate di allegare la relazione del tecnico abilitato.

Se dovrai intervenire le parti strutturali, ovvero eliminare pilastri e muri, la modulistica è differente. Si utilizza un modello differente che prende il nome di Scia, ovvero Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

I moduli per le due comunicazioni CIL e la SCIA si trovano presso gli uffici del Comune oppure sono scaricabili dal sito casa.governo.it

Quali documenti allegare ed inviare al Comune:

prima di tutto vanno inviati i disegni che mostrano come verrà modificato l’appartamento, poi la comunicazione di inizio lavori sottoscritta dal geometra o architetto. Se poi i lavori sono svolti da una impresa edile, occorre inviare i dati che identifichino l’impresa.

Infine a lavori ultimati, si invia una comunicazione di fine lavori.

Tale comunicazione serve anche per l’accatastamento e l’amministrazione è obbligata ad inviare immediatamente agli uffici dell’Agenzia delle entrate i dati per il nuovo accatastamento dell’appartamento modificato.

Il frazionamento e accorpamento delle unità abitative con il Decreto Sblocca Italia ha costi ridotti.

Ricordiamo che terminati i lavori occorre inviare la comunicazione di fine lavori che servirà a far risparmiare i costi della procedura di accatastamento

Ogni comune deciderà con tabelle parametriche deliberate dall’ amministrazione comunale i costi.

Prestiti e mutui Inpdap nuove regole

Nuovo regolamento per prestiti e mutui ipotecari, piccoli prestiti e prestiti a lungo termine.

L’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica ha emesso un regolamento che cambia le modalità di erogazione dei mutui e dei prestiti ipotecari. Si parla sia di piccoli prestiti annuali, biennali, triennali e quadriennali che di quelli decennali.

Il prestito annuale corrisponde all’erogazione della somma pari ad una mensilità media di stipendio o pensione. La restituzione avverrà con 12 rate mensili consecutive. Se il richiedente non ha in corso nessuna cessione del quinto la somma che potrà essere erogata sarà pari a

Le caratteristiche del finanziamento

I prestiti ipotecari hanno durata da dieci a trenta anni e possono anche essere richieste per acquistare o per ristrutturare la prima casa. I richiedenti devono essere iscritti alla Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali, lavorare a tempo indeterminato e con un anzianità di servizio di tre anni.

I tassi applicati variano. Il tasso sarà fisso pari al 3,90% per tutta la durata del finanziamento.

Il Tasso variabile sarà pari al 3,50% per il primo anno e variabile dalla terza rata. Il tasso variabile pari all’Euribor 6 mesi, maggiorato di 100 punti base, rilevato il 30 giugno o il 31 dicembre del semestre precedente quello dell’erogazione.

Come viene rimborsato il prestito o mutuo?

Il rimborso avviene con rate semestrali costanti posticipate.

Il mutuo erogabile non potrà superare il limite di 300.000 euro per acquisto casa e di 100.000 euro per la ristrutturazione dell’immobile che si vuole acquistare che sia comunque prima casa.

Una somma pari alla spesa per la perizia tecnica, polizza assicurativa, tassa di iscrizione ipotecaria e registrazione del contratto di mutuo che arrivi fino a 5.000 euro può essere aggiunto all’importo del mutuo o prestito.

Le spese di amministrazione della pratica pari allo 0,50% sono trattenute anticipatamente.

Il richiedente per prestito o mutuo inpdap dovrà versare le spese per la perizia tecnica o tecnico-estimativa; l’iscrizione dell’ipoteca di primo grado; le spese notarili, la registrazione e copia degli atti; la polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile nei confronti dei terzi nonché dei rischi di incendio, fulmine e scoppi in genere, con la previsione di liquidazione del danno a favore dell’Istituto limitatamente al residuo debito.

Vediamo i tempi per i quali viene riconosciuto un mutuo. Il tempo sarà pari a 60 giorni dal momento in cui viene perfezionata la graduatoria definitiva. Le graduatorie sono trimestrali ed ogni Compartimento produce in base al proprio ambito territoriale.

La domanda dovrà essere compilata sull’apposito modulo predisposto dall’Istituto, pena l’esclusione, dovrà essere presentata o spedire, con la documentazione prevista dal Regolamento.

L’indirizzo è quello della sede Inpdap dove si trova l’abitazione da acquistare.

I periodi vanno dal 1° gennaio al 31 marzo; dal 1° aprile al 30 giugno; dal 1° luglio al 30 settembre; dal 1° ottobre al 30 novembre.

Prestiti tra privati

Sempre di più si sta diffondendo una modalità di realizzazione del prestito che non prevede l’intervento delle banche o delle società finanziarie, ma il tutto si realizza tra privati.

Le banche e gli enti erogatori di prestiti spesso non sono il mezzo più rapido e risolutivo al fine di risolvere i propri momentanei problemi economici legati ad una ristrettezza finanziaria, in quanto essi richiedono tutta una serie di garanzie e documentazioni che, considerato il periodo economico attuale e la precarietà soprattutto della situazione lavorativa, i soggetti ed in particolar modo i giovani non sono in grado di fornire. Garanzie legate ad immobili oppure a possessi che eventualmente potrebbe essere pignorati, nel caso in cui il richiedente il prestito risultasse insolvente, sono alcune delle certezze su cui si basa l’accettazione del prestito.

Fatte tali premesse, ecco che occorre introdurre l’ipotesi alternativa a questo, essa è rappresentata dal prestito tra privati.

I prestiti tra privati sono anche detti prestiti peer to peer o prestiti senza finanziaria appunto e rientrano nella fattispecie dei prestiti sociale lending.

I vantaggi rappresentati dai prestiti tra i privati sono di vario genere. Innanzitutto non sono presenti una serie di costi, come quelli relativi alla fase istruttoria da presentare per ottenere l’accettazione della richiesta del prestito. Inoltre sono anche da escludere le spese di intermediazione e le commissioni bancarie, in quanto appunto non esiste in questo tipo di prestito il rapporto della banca o di una eventuale finanziaria.

Il rapporto di prestito si realizza come fosse una asta on line, questo significa che per lo scambio della merce si intende che si scambiano il denaro con il suo prezzo, ovvero con il suo tasso di interesse applicato al prestito.

Ovviamente la migliore piazza finanziaria per realizzare il prestito tra privati è internet, il mezzo tramite cui far incontrare la domanda con l’offerta.

Il vantaggio dei prestiti tra privati arriva da ambo le parti in accordo. Dal punto di vista di colui che necessita del prestito, i tassi che si trova a dover pagare risultano inferiori ed agevolati, rispetto a quelli proposti dagli istituti bancari. Per chi invece offre il prestito, si tratta di una forma di investimento che porta dei guadagni, senza dover affrontare alcuna spesa.

Il finanziatore propone una certa somma con determinati tassi di interesse e il cliente valuta se la formula proposta risponde alle proprie esigenze e alle proprie possibilità.

Per partecipare alla ricerca tra domanda e offerta, occorre registrarsi in apposite community. Ovviamente una forma di tutela c’è e consiste nel fatto che, all’atto della registrazione, vengono effettuati controlli sull’affidabilità creditizia del richiedente. Ciò significa che occorre accertare la presenza di un reddito mensile da parte del richiedente, il quale deve avere tra i 18 e i 75 anni ed essere residente in Italia. Inoltre il mancato pagamento di una rata del prestito determina la comunicazione alla centrale rischi, come nel caso dei prestiti erogati tramite banca o istituto finanziario.

Vengono definite all’interno del circuito diverse classi di rischio, in base alle quali si determinano diversi tassi di interesse. Questo significa che il finanziatore se decide di accettare la richiesta di un cliente più rischioso di altri può applicare un tasso di interesse superiore, che gli consenta dunque un maggiore guadagno.

Piccolo prestito

Tutti coloro che sono dipendenti pubblici o pensionati e risultano iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali possono richiedere il Piccolo Prestito dell’Inpdap. Con tale termine si intende una linea di credito che vuole aiutare il richiedente a fronteggiare spese urgenti, per le quali non si dispone di immediata somma di denaro.

La restituzione del piccolo prestito avviene tramite rate che vanno dal numero di 12, alle 24, 36, 48 rate e che sono composte di una quota capitale e una quota variabile calcolata in base agli interessi.

La definizione dei bilanci annuali dell’Inpdap stabiliscono la disponibilità del piccolo prestito e questa può essere considerata una sua limitazione.

Per ottenere il piccolo prestito occorre inoltrare la domanda all’Ufficio provinciale o Territoriale dell’Istituto dell’Inps Gestione ex Inpdap competente. Ai fini della domanda, non sono richieste ulteriori informazioni riguardanti il soggetto che presenta la modulistica e che possano essere inerenti alle documentazioni di spesa, oppure certificato medico o altre motivazioni particolari che possano giustificare la richiesta.

Gli importi previsti dal piccolo prestito possono suddividersi nel seguente modo:

Prestiti annuali: si può richiedere una somma pari ad una mensilità dello stipendio o della pensione, da restituire poi in 12 rate. Nel caso in cui il richiedente non abbia alcune cessione del quinto già presente, è possibile richiedere il prestito equivalente a due mensilità;

Prestiti biennali: l’importo in questo caso equivale a due mensilità nette dello stipendio o della pensione e la restituzione è prevista con rate del numero di 24. Nel caso in cui il richiedente non abbia alcuna cessione del quinto possono essere richieste fino a quattro mensilità in prestito;

Prestito triennale: il prestito sale al valore netto di tre mensilità da restituire in 36 mesi. Anche in questo caso l’importo richiedibile sale nel caso in cui lo stipendio o la pensione non siano soggette ad ulteriori trattenute;

Prestiti quadriennali: quattro mensilità nette che possono diventare otto se non vi sono altre trattenute nello stipendio o nella pensione mensile;

I tassi di interesse per la restituzione vanno calcolati sull’importo lordo, si aggiungono al tasso nominale annuo anche le spese di amministrazione e la quota fondo rischi.

Esiste anche la possibilità di rinnovare il piccolo prestito, dopo che sia trascorso il periodo minimo di ammortamento per ciascuna modalità specifica: 6 mesi per il prestito annuale, 12 mesi per il prestito biennale, 18 mesi per quello triennale, 24 mesi per il prestito quadriennale.

Una importante novità introdotta nel 2013 riguarda l’abolizione del tetto massimo di 8mila euro per i prestiti richiesti con al restituzione in 36 rate mensili. Un’altra novità dell’anno 2013 tratta della possibilità di rinnovare di altri due anni il prestito richiesto, nella misura in cui il primo sia quello quadriennale e siano già state restituite 24 rate mensili, senza altre trattenute previste in busta paga.

Occorre sottolineare che, rispetto alla media del mercato, il tasso di interesse imposto al 4,25% risulta comunque vantaggioso , se paragonato alle linee di credito erogate da altri enti.