Archivio mensile:ottobre 2016

Prestiti Inpdap per organizzare il matrimonio del proprio figlio

Tra la molteplicità di strumenti finanziari a cui si può ricorrere in caso si necessiti di liquidità, il prestito (ex) INPDAP è molto conosciuto tra i dipendenti Ministeriali e della Pubblica amministrazione perché è un finanziamento concesso solo a loro e a tassi di interesse particolarmente vantaggiosi.

Caratteristica di questa tipologia di prestiti è la riservatezza sulla motivazione che spinge a chiedere il denaro, la velocità nella concessione, la semplicità nelle procedure e la flessibilità nella restituzione, con il rimborso tramite la cessione del quinto della pensione o dello stipendio.

In realtà, a partire dal 1/1/2012 l’INPDAP ha cessato di esistere per effetto del DL 201/2011 poi convertito nella Legge 214/2011, ma  tutte le sue funzioni sono state passate all’INPS: ora quindi i prestiti vengono erogati dall’INPS Gestione Dipendenti Pubblici ex-INPDAP.

L’Inpdap consente numerose possibilità di finanziamento ai propri dipendenti e a tutti coloro che nel corso del proprio servizio lavorativo si sono iscritti alla gestione delle prestazioni creditizie e sociali e hanno versato i contributi previdenziali all’ente. L’Inpdap riserva una quota del suo capitale proprio per concedere dei prestiti personali ai suoi stessi dipendenti, diventando lui stesso garante del finanziamento.

Tra queste forme di finanziamento vi è anche un prestito “specifico” per chi ne fa richiesta:  l’ente offre infatti agli iscritti  la possibilità di ottenere dei prestiti per sostenere le spese del matrimonio del proprio figlio.

Il prestito Inpdap per il matrimonio di un figlio è il finanziamento offerto dall’ente previdenziale nazionale per sostenere l’acquisto di beni e servizi per la celebrazione del rito del matrimonio, comprendendo tra le spese finanziabili l’abbigliamento, l’acconciatura, l’addobbo della chiesa, l’acquisto di bomboniere e spese accessorie, la cerimonia religiosa e il ricevimento.

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Per poterlo richiedere bisogna naturalmente essere in primis un dipendente pubblico, ma anche  avere un’anzianità di almeno 4 anni e avere effettuato iscrizione e relativi versamenti nella Gestione Unitaria per un tempo sempre non inferiore a 4 anni.

Il capitale richiesto viene erogato direttamente sul conto corrente postale o bancario del soggetto richiedente e disposto senza vincolo e senza produrre una documentazione per giustificare le spese da sostenere.

È comunque richiesto il preventivo delle nozze per decidere la quota massima erogabile, ma non è prevista la certificazione oppure giustificazione dell’impiego del prestito.

L’importo massimo che è possibile richiedere a prestito per pagare agli sposi le spese del matrimonio è di ventitremila euro, da rimborsare in 5 anni con 60 rate mensili. Bisogna inoltre tenere presente che se sia il genitore (padre o madre) che il figlio, entrambi iscritti alle Gestione unitaria per le prestazioni creditizie e sociali ex-INPDAP fanno richiesta per ottenere il prestito per lo stesso evento, comunque l’importo massimo erogabile non può eccedere i 23.000 euro.

La restituzione del credito avviene tramite cessione del quinto e quindi la rate mensile non può superare la quinta parte del reddito (pensione o stipendio) del richiedente al netto delle tasse. Il tasso nominale annuo è fissato al 3,5%, con l’aggiunta di uno 0,50% per la copertura delle spese di amministrazione e del fondo, oltre che la percentuale di copertura del rischio che dipende dalla durata, importo ed età del richiedente stesso, in funzione della tabella Inpdap.

La richiesta può essere effettuata a una delle tante società finanziarie convenzionate con l’ente, che provvederà a fornire al richiedente anche tutte le informazioni relative alle tempistiche esatte di erogazione. Alla domanda di finanziamento deve essere allegata un’autocertificazione attestante che il matrimonio è avvenuto entro un anno dalla data di richiesta del prestito. Nel caso in cui il figlio non risulti nello stato di famiglia del richiedente, si dovrà allegare alla domanda anche un’autocertificazione che attesti il rapporto di parentela. I pensionati possono effettuare l’inoltro per via telematica, accedendo all‘Area riservata del sito Inps con il proprio codice Pin dispositivo.

Sul sito dell’INPS naturalmente si può trovare il prontuario per il calcolo della rata del prestito e dei suoi interessi, in base alla linea di credito prescelta.