Prestiti Inpdap: ottima opportunità per lavoratori dipendenti e pensionati

Vista la lunga congiuntura economica negativa che attanaglia il nostro paese ormai da oltre sette anni, sempre più famiglie, anche solamente per la gestione delle spese mensili, non riescono a far quadrare i conti e sono quindi costrette a ricorrere a prestiti e finanziamenti.

Se gli istituiti bancari sono i primi a cui, chi ha bisogno di denaro, pensa di rivolgersi, è altrettanto vero che le credenziali per accedervi sono molto rigide e anche l’iter è lungo e travagliato, senza alcuna certezza di riuscire a poter concludere l’agognato prestito.

Tra i diversi enti che erogano prestiti c’è anche l’Inps (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), la quale finanzia pensionati e dipendenti pubblici in difficoltà. L’Inps nello specifico si occupa di erogare prestiti Inpdap, che sono rivolti ai lavoratori dipendenti (pubblici, statali, ministeriali ed appartenenti alle forze armate) ed ai pensionati iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, che ne manifestino bisogno per l’acquisto di beni o servizi di primaria importanza.

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L’INPS si occupa della gestione e della concessione di:

  • prestiti INPS ai dipendenti delle Poste;
  • prestiti INPS ai dipendenti statali;
  • prestiti INPS ai dipendenti pubblici.

L’erogazione del prestito personale o del mutuo, avviene, viste le premesse, quindi previa domanda e autorizzazione INPS mentre il pagamento avviene tramite il Fondo credito dello stesso Istituto o per mezzo di banche e società finanziarie convenzionate INPS.

Il prestito Inps possiede caratteristiche simili a quello più tradizionale (erogato da Istituti di Credito altamente regolamentati) e va dunque rimborsato attraverso il pagamento di 12, 24, 36 o 48 rate, formate da una quota di interessi ed una quota di capitale. I pensionati pubblici, inoltre, hanno la possibilità di richiedere prestiti bancari tramite la cessione del quinto della pensione.

Per tutti coloro che vogliano usufruire del prestito Inps/Inpdap 2016 vi sono interessanti agevolazioni. Ovviamente, poiché erogati da enti sociali e previdenziali, i prestiti possederanno tassi e condizioni particolarmente favorevoli per i cittadini meno abbienti (TAN e TAEG tra i più competitivi). Non vi sono vincoli di sorta, se non un tetto massimo di 80.000 euro.

Tra i finanziamenti diretti il più semplice da richiedere è il Piccolo prestito Gestione pubblica (ex Inpdap Inps). Non è necessario rilevare alcuna indicazione circa la finalità di utilizzo e neppure riportare giustificativo di spesa. Insomma, il beneficiario può spendere liberamente il denaro accordato.

Se le richieste di credito avanzate dal dipendente o dal pensionato sono più importanti in termini economici, invece, il finanziamento Inps di riferimento è il Prestito Pluriennale Diretto Gestione Pubblica. Si tratta di prestiti finalizzati all’acquisto di un determinato bene o servizio perciò, a differenza di quanto accade per i piccoli prestiti, sono concessi solo a fronte di una documentazione di spesa.

Naturalmente, se si è interessati all’attivazione di prestiti ex Inpdap Inps, la cosa più saggia da fare per prima cosa è calcolare l’importo della rata, calcolo da fare naturalmente in relazione alle caratteristiche del finanziamento.

Ogni anno, quindi anche per questo 2016, l’Inps mette a disposizione delle tabelle, che altro non sono che tavole finanziarie che permettono di calcolare l’importo lordo e netto ottenibile a prestito a seconda della tipologia di finanziamento, dell’età del richiedente e del valore del suo stipendio netto o della sua pensione netta.

In ogni tabella sono contenuti come dati:

  • interessi di differimento: ci si riferisce agli interessi di preammortamento sulla somma ottenuta a prestito che sono dovuti sul periodo che intercorre tra la data di erogazione del finanziamento e l’inizio dell’ammortamento (cioè il rimborso delle rate)
  • aliquote del fondo rischi, utili per calcolare a quanto ammonta il premio da pagare per il fondo garanzia, che varia in base alla durata del prestito (annuale, biennale, triennale, quadriennale, quinquennale o decennale) e all’età del richiedente al momento della richiesta e della scadenza del finanziamento
  • spese amministrative sono sempre pari allo 0,5% dell’importo lordo del prestito.

Nella tabella 2016, le tavole 1 e 2 si riferiscono ai prestiti pluriennali diretti erogati dall’INPS ex INPDAP, che possono avere durata quinquennale o decennale. Questi finanziamenti hanno un tasso di interesse (TAN) del 3,50% fisso. La tavola 3 contiene invece i coefficienti da utilizzare per il calcolo degli interessi di differimento nei prestiti pluriennali decennali e quinquennali. Le tavole 4, 5, 6 e 7 si riferiscono ai piccoli prestiti, rispettivamente di durata quadriennale, triennale, biennale ed annuale. Il piccolo prestito ha un tasso annuale (TAN) pari al 4,25% fisso. Nella tavola 8 sono infine indicati i coefficienti per calcolare gli interessi di differimento per il prestito annuale, biennale, triennale e quadriennale. Per il calcolo degli interessi di differimento occorre effettuare una moltiplicazione tra la rata cedibile e il coefficiente indicato nella riga corrispondente al numero effettivo di giorni di differimento.

Naturalmente per poter avere maggiori informazioni sulle opportunità di accesso al credito Inps ex Inpdap, si può utilizzare il Contact Center Inps (numero verde 803164) o ci si può recare alla sede più vicina alla propria residenza.